«Viviamo così, senza corrente né toilette»

Donnerstag, 24. August 2017

Come vivono i nomadi Jenisch accampati in Ticino? Siamo andati a trovarli. E a capire perché invocano una nuova sistemazione.

«Il regolamento cantonale non ci permette di fermarci qui più di due settimane di fila, comunque» spiega Mario, 46 anni, pittore di professione e coordinatore della comunità. «Una volta eravamo molti di più, per tutto l'anno» aggiunge con rammarico.

I nomadi Jenisch e Sinti di passaggio in Ticino – una quarantina sull'arco di un anno – hanno a disposizione «provvisoriamente» un'area di sosta in via Seghezzone, ma sono in cerca di una sistemazione definitiva. Il campo – messo a disposizione dal Comune – è inaccessibile dall'autunno alla primavera. Ma è privo di elettricità e di toilettes.

E la scuola, che sta per cominciare? I bambini si spostano da un istituto all'altro – «un mese qua, un mese là» – ma «fino a che compiono 13 anni i genitori cercano di non spostarsi troppo». Dopo la scuola dell'obbligo diventano apprendisti - dei loro stessi genitori, in genere. «La nostra società funziona così, difficilmente qualcuno accede agli studi superiori» spiega Albert, che ha partecipato a dei tavoli federali in rappresentanza della comunità, per spiegare «alle autorità cosa significa la cultura Jenisch».

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