Scolaro nomade / Fotografo: Eric Roset
Scolaro nomade / Fotografo: Eric Roset

Formazione

Lo stile di vita nomade stimola lo sviluppo di competenze pratiche, ma la mancanza di titoli professionali formali limita le opportunità. In che modo la formazione può rafforzare l’identità culturale e ampliare le prospettive?

FORMAZIONE NON FORMALE

Solo pochi Jenisch e Sinti che conducono una vita nomade hanno ottenuto un diploma professionale formale. I genitori insegnano alle figlie e ai figli fin dalla più tenera età le conoscenze necessarie per poter seguire le orme delle persone adulte. Così acquisiscono una formazione non formale nei lavori artigianali, nel commercio ambulante o in altre attività commerciali. In molte famiglie i ruoli dei sessi rimangono tradizionali: le donne e le ragazze si occupano dell'economia domestica, mentre gli uomini e i ragazzi procurano il reddito familiare. Molti Jenisch e Sinti sono autodidatti e apprendono nella pratica, dagli altri membri della famiglia, ciò ciò di cui hanno bisogno per vivere.

UN DILEMMA CULTURALE

La questione della formazione dellegiovani e dei giovani evidenzia però anche un dilemma culturale difficile da risolvere: se gli Jenisch mantengono la cultura nomade e le tradizioni professionali, le loro prospettive economiche sono limitate. Se vogliono offrire nuove opportunità alle loro figlie e ai loro figli, devono rinunciare alla cultura nomade e adattarsi a quella della popolazione sedentaria almeno durante il periodo della formazione professionale.

OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO

Le esperte e gli esperti concordano nel ritenere che in questo caso una via di mezzo sarebbe la soluzione migliore: se i nomadi si impegnano per ottenere una buona formazione scolastica, si aprono nuove opportunità professionali che, a lungo termine, non minacciano la sopravvivenza della cultura nomade, anzi la garantiscono in modo duraturo. Al giorno d'oggi è possibile esercitare numerose professioni senza essere vincolati a una sede fissa. Per raggiungere questo obiettivo Jenisch e Sinti devono sviluppare modelli professionali orientati al futuro. Occorre inoltre flessibilità da parte di autorità e genitori, e infine si devono anche sradicare i pregiudizi da entrambe le parti.